che bello terminare un libro-esperienza ma non avere la sensazione luttuosa di averlo finito. è la quadratura del cerchio, la droga che sballa ma non dà dipendenza e soprattutto non distrugge il cervello, il burro di arachidi spalmato spesso due centimetri che non ingrassa e così degenerando di metafora in metafora.
Musil andava come un treno. Ci sono salita e l'ho esplorato; poi sono scesa dal treno in corsa (andava lento, quindi non mi sono fatta male) e ho continuato a camminare in giro per la città (ora basta metafore).
Però, questa Einaudi quanti refusi.
giovedì 8 novembre 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento